400 anni

400 anni

Il 2013 è una data storica per Quintana.  Quest’anno si festeggia una ricorrenza particolare. Sono trascorsi infatti 400 anni, da quando alcuni illustri  Priori della città scelsero di ricorrere alle “armi gentili” per decidere “qual cosa a questo mondo sia  di maggior contento e vanto a cavaliere d’onore” tra il mantenere la grazia del principe o godere del favore di bellissima e gentilissima dama.  Si delinea una Giostra affascinante e misteriosa, raccontata in maniera minuziosa dal Cancellerie Ettore Tesorieri, patrizio di Andria, giunto a Foligno alla fine del 1500. Rimasta per secoli tra i documenti dell’Archivio di Stato, è stata portata a nuova vita nel 1946 da Emilio de Pasquale, anche lui pugliese di Andria, che ce l’ha regalata così come è oggi. La storia sembra una favola e come ogni favola che si rispetti c’è il lieto fine.

La Quintana è diventata parte della città, della sua vita culturale e della sua struttura sociale. Il rullo di tamburi, il suono delle chiarine, i magnifici vestiti seicenteschi, ci fanno accelerare il battito del cuore e ci mostrano la nostra città sotto una luce completamente diversa, che la rende ancora più affascinante. L’aria ed il cielo ritornano quelli di 4 secoli fa e sono lo scenario magico di un gioco che non vogliamo smettere mai. La città si anima con il prendere vita delle sue 10 taverne ricche di colori e luci soffuse di candele. Atmosfere dense e cariche di rumori e profumi. Il popolo della Quintana durante i giorni della Festa, seppur diviso tra 10 colori, ha lo stesso sguardo. Uno sguardo che è rivolto verso quel campo e verso quella statua dove la sfida prende corpo e diventa passione. Questo è il filo conduttore che unisce il popolo di una città a distanza di 4 secoli, questa è la Giostra della Quintana.