Il Nobile Rione Giotti

Premessa.

La Quintana di oggi è nata in un pomeriggio del Luglio del 1946. Quel giorno a Foligno un gruppo di persone convenute intorno al tavolo dorato della Sala Gialla di Palazzo Orfini, appresero di una competizione cavalleresca che un tempo veniva disputata nella città. Nell’illustrarne i meccanismi il conte Emilio De Pasquale caldeggiò appassionatamente, in quella sede, il ripristino dell’antica  e sconosciuta Giostra. Quanto venne illustrato nella storica riunione, prese vita per le strade di Foligno due mesi dopo. A 66 anni di distanza continua la storia dell’ormai affermato torneo cavalleresco.

Un rione di antica nobiltà.

Documentando in modo circostanziato le caratteristiche del Rione Giotti, il conte Emilio De Pasquale, ci accompagna in un viaggio a ritroso nel tempo, in uno tra i più antichi rioni di Foligno. Di esso si parla già nel V secolo, all’epoca in cui i Goti, dai quali sembra la contrada abbia fatto derivare il proprio nome, raggiunsero quella parte della città. Con il passare dei secoli il Giotti diventa il Nobile Rione di Foligno, essendo il solo a possedere uno stemma che figura negli annali dell’araldica. Il disegno è molto bello. Sopra un ondeggiante alternarsi di bianco e celeste, sono poggiati i due emblemi che simboleggiano la città e che compaiono anche nel gonfalone comunale: un giglio a destra e una croce a sinistra. Lo stemma è quello della famiglia di Monsignor Luigi Faveri, vescovo di Tivoli.
I blasoni di antiche famiglie trovano peraltro molto spazio nel Rione e di queste rimangono oggi gli splendidi palazzi, vanto dei contradaioli. Tra i molti è da ricordare l’immenso palazzo quattrocentesco della nobile famiglia Elisei, a cui il Rione è collegato, in via XX Settembre. Il palazzo, per essere tanto vasto, nel tempo divenne dimora riservata agli ospiti illustri che si trovavano a soggiornare in Foligno. Il Rione si affaccia su Piazza della Repubblica ed i confini rionali vennero definiti nel 1951 con targhe di travertino su cui appare lo stemma in maiolica e l’iscrizione a caratteri minati. I Rione  comprende la Cattedrale di San Feliciano, il Palazzo delle Canoniche, la Chiesa dell’Annunziata, ed il suo centro è Piazza Faloci Pulignani, intitolata al Monsignore che fu priore del Capitolo del Duomo, oltre che storico insigne. I suoi scritti costituirono il riferimento primo per gli studi che nel ’46 portarono alla riscoperta della Quintana.  Tramandando intatte antiche consuetudini, i rionali cercano di mantenere viva la tradizione con una cura del tutto particolare.