La fiera dei Soprastanti

La riproposizione dell’antica Fiera dei Soprastanti è del Settembre 1998. Il grande mercato che sivolgeva per due mesi a Foligno già dal XV secolo, venne allestito nella suggestiva corte dello spendido Palazzo Trinci e fu subito un successo. Una folla multicolore ed eterogenea venne catturata dalla varietà dei banchi, dalle contorsioni dei giocolieri, dalle vampe rossastre dei mangiatori di fuoco. Istituita dai Trinci in occasione delle celebrazioni per la festa dell’Annunciazione (o di S. Maria) che cadeva il 25 Marzo (le prime notzie certe risalgono al 1425), la Fiera ebbe nel corso dei secoli una notevole espansione dell’importanza e della durata. Più tardi, numerosi privilegi papali permisero di affrancarla definitivamente dalla festa dell’Annunciazione e dal 1600 di istituzionalizzarne la durata in due mesi, dal 20 Maggio al 20 Luglio. Da questo momento verrà indicata come Fiera del Beato Pietro di Foligno, la cui festa cade il 19 Luglio, una magistratura straordinaria, per tutto il tempo della Fiera, si sostituiva ad ogni altra autorità cittadina, in particoalre a quella del Governatore e del Podestà, per regolare e mantenere, anche con l’uso della forza, il buon ordine durante lo svolgimento della manifestazione. Tale magistratura straordinaria, appunto i Soprastanti (o presidenti), era costituita esattamente il 18 Febbraio da sei cittadini illustri nominati ogni anno attraverso l’sestrazione da un bussolo contenente i nominativi di tutti i consiglieri. La consuetudine dei Soprastanti ricevette, a partire dalla metà del 1500, il riconoscimento Pontificio a giudicare tutte lecause civili e criminali tanto fra cittadini che fra mercanti e a comminare le pene opportune, inclusa quella capitale. Il loro compito, tuttavia, non si esauriva in una funzione di ordine pubblico, estendendosi anche ad altre rilevanti competenze, che disciplinavano le modalità di svolgimento della manifestazione edi vendita, prevedendo anche le sanzioni relative. L’appuntamento della fiera folignate si inserì ben presto nel contesto del più grande sistema fieristico dell’Italia centrale, costituito da manifestazioni (farla, lanciano, Rimini, Senigallia, ecc.) che si susseguivano secondo un calendario che permetteva ai mercanti di programmare un unico viaggio, costellato da tappe in importanti raduni, al fine di diminuire i costi ed i rischi deli spostamento e con il risultato di assicurare una notevole quantità di scambi e grande varietà di ricchezza di merci. Le autorità comunali dedicarono sempre particoalre attenzione alla Fiera, che rappresentava per la Città occasione di notevole crescita economica e culturale. Fiera, infatti significava afflusso di masse di mercanti, che dovevano alloggare e cibarsi, che recavano mercanzie spesso irreperibili sul mercato interno e nuove correnti di cultura e tecnica mercantile e che, in ogni caso, col semplice svolgimento de date operazioni commerciali, portavano un notevole incremento all’economia cittadina, garantendo anche lo smaltimento delle eccedenze della produzione agricola. Per tale motivo furono continuamente adottati provvedimenti che favorissero al massimo l’afflusso di mercanti e genti nella città, mediante ogni forma di garanzia personale e di stimolo economico, tra cui l’istituzione della figura dei Soprastanti, la concessione di privilegi fiscali, la garazia di ogni protezione e franchigia, l’aumento della vigilanza diurna e notturna in città e nelle strade principali di comunicazione. Nle programma generale dell’Ente, la Fiera è ormai un appuntamento fisso con la particolarità che tra i banchi si paga solo con i Quattrino, la moneta coniata nello stato pontificio sotto Papo Paolo V.

Galleria fotografica edizione Settembre 2012