Le origini

Le fonti storiche serie ed accreditate, riportano senza ombra di dubbio che l’antica FULGINIA romana scomparve dalla storia durante l’alto medioevo. Ci rimane per quell’epoca la sola memoria di alcuni vescovi e di uno scudiscio della dominazione longobarda; memorie sufficienti comunque a testimoniarci la presenza di una diocesi, della curtis e del lavoro dei folignati. Erano i secoli delle invasioni barbariche, delle guerre, delle devastazioni continue, compiute da eserciti che scorrazzavano su e giù per la penisola; e la nostra Foligno, posta all’incrocio di vie di comunicazione tra lo stato romano-bizantino ed il ducato longobardo di Spoleto, fu ripetutamente teatro di contese, rappresaglie e devastazioni.

I pochi cittadini superstiti si rassegnarono ad abbandonare le proprie abitazioni e si adattarono a vivere in casupule e capanne interno al sepolcro di San Feliciano ed alla chiesa edificata in suo onore…… Fu qui che nel V secolo d.c. i barbari Goti posero il loro accampamento in un’area urbana compresa tra il Pons Caesaris ed il Castrum Sancti Feliciano.

E’ molto probabile, quindi che la denominazione Giotti sia una volgarizzazione risalente al XIV secolo d.c. dell’antico quartiere dei Goti. Sono dei primi due secoli dopo il 1000, la formazione delle SOCIETAS, sorte intorno al primo agglomerato urbano, ne abbiamo memoria nelle pergamene del Comune di Perugia del 1293. Certo è, ed è documentato, che il nome “SOCIATAS JUCTORUM”, in una mappa topografica del 1425, non compare. La ritroviamo invece come contrada indipendente nel 1505; questo ci porta a desumere che essa sia costituita intorno alla metà del 1400. Nell’anno 1632 la SOCIETAS JUCTORUM, occupa una piccola area del centro cittadino confinando a Nord-nord Est con le contrade Falconi e Menacoda. La contrada era costituita da un’agglomerato di case sparse nell’area ove oggi si trova Piazza Faloci Pulignani, da numerose botteghe artigiane, citiamo Alessandro di Giovanni detto il Conciapelli, Santo di Santi detto i Cordaro e poi, Pietro  maniscalco, Pietro Caseo Formagiaro, Alfonso macellaro, inoltre esisteva una via (oggi via dei Giotti) allora denominata Via dei Calzolari  a causa delle numeroso botteghe di ciabattini.

Nondimeno, numerose le famiglie della Nobiltà folignate che possedevano proprietà edilizie e commerciali nel Rione Giotti. Infatti troviamo il palazzo Baciarotti in Via della Zecca (ancora oggi si legge sul portone principale la dicitura HAC DOMO BACEROTTA FIDA MONETA VENIY .MDXII; Il palazzo Elisei discendente dell’antica stirpe romana, come si evince dalle note del P.D.Giulio Ambrogio Lucenti Abate Cistercense nel libro FULGOR FULGINTII SPLENDORIBUS SENATORIUS EDITTO IN Roma nel 1703, palazzo situato lungo via XX Settembre, ed ancora altre nobili famiglie. Inoltre da un manoscritto del 1600, di proprietà della famiglia De Pasquale emerge con storica certezza la natalità del Rione Giotti del Beato Giovan Battista Vitelli. Il Rione possiede tuttora le genealogie di alcune di queste illustri famiglie a far data del 1400. Gli stemmi araldici di queste antiche famiglie sono dipinti in una delle sale del Palazzo Comunale. Un salto nei secoli ci porta alla prima seduta ufficiale del primo consiglio del Rione Giotti, il 29 Maggio 1948.

In quella riunione il Consiglio rionale stilò un verbale nel quale si stabilivano i confini della risorta contrada, le regole per l’amministrazione oridinaria e straordinaria, ivi incluse quelle per l’elezione della dama rionale, quelle per la Commissione Artistica e Tecnica. Le cariche rionali, sancì il consilgio potranno essere ereditate come ereditatia sarà l’Alfiere Rionale; Monsignor Luigi Faveri, Vescovo di Tivoli, rese ereditario per la contrada il proprio stemma di famiglia, uno scudo dorato con sfondo di onde bianche e celesti cui furono aggiunti la Croce ed il Giglio, simboli della città di Foligno.

Infine la taverna, nella contrada, esistevano anche alcune osterie e taverne, luoghi al servizio dei viandanti e dei commercianti. Una tra queste viene documentata negli archivi della biblioteca comunale, si tratta della Locanda del Prete di Rostoviglio, ubicata nei pressi dell’attuale vicolo della Nunziatella, da cui è stato tratto il nome dell’attuale taverna.