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11 – L’esposizione di abiti storici

Nella Sala del Consiglio sono collocati alcuni manichini ove sono stati apposti costumi nobiliari di differente fattura e relativi a varie epoche della nostra Festa.
La realizzazione dei costumi che compongono il Corteo Storico della Giostra della Quintana ha subito, nell’ultimo trentennio, una profonda evoluzione connessa a studi sempre più accurati sul costume barocco, o meglio sulla “moda barocca del Centro Italia” (all’incirca riferita alla metà del 1600).
Fino alla metà/fine degli anni Ottanta prevaleva la cosiddetta “moda francese” con costumi ricchi in pizzi, ampi colletti, cappelli ricchi di piume e tinte prevalentemente connesse ai colori del Rione: ne è esempio il gruppo familiare posto alla destra del camino. Questo gruppo di costumi, donato al Rione dalla Famiglia Candellori in memoria di Giacinto Candellori, figura storica del nostro Rione nonché fondamentale aggregatore della prima comunità di giovani Giottini degli anni Ottanta. Potete qui notare la caratteristiche salienti dei costumi di questo gruppo familiare e la grande predominanza del bianco e del celeste, colori presente nell’arme del nostro Rione.
Una curiosità: fino agli anni Novanta si poteva “rischiare” di far sfilare bambini durante il Corteo. Successivi regolamenti – basati su un sempre maggiore rigore storico – ne vietarono la partecipazione al di sotto dei sedici anni, anche se oggigiorno qualche rione ancora rischia non percependo la forzatura anacronistica che ne consegue. I costumi femminili posti alla sinistra del camino, appaiono di fattura diversa (cosidetta “moda spagnola”), con predominanti cromatiche, ricami e colletti molto curati. Scompaiono i riferimenti ai colori rionali tanto che il vestito di sinistra, donato al Rione dalla storica dama folignate Ambra Cenci, ostenta un colore rosso che a prima vista può – fortunatamente solo a prima vista – far pensare ai colori del nostro Avversario! Naturalmente a corredo di questi costumi erano posti diademi, anelli e coroncine per acconciatura di cui avrete potuto notare qualche esempio nelle bacheche della sala precedente.
L’ultimo gruppo di costumi, ubicato in prossimità del Palio vinto nel Luglio 2000, mostra la piena “maturità” della moda spagnola con totale scomparsa dei “maxi-colletti” maschili sostituiti da sbuffi più morigerati e scollature femminili ben più “castigate” che non potevano in alcun modo ostentare alcuna procacità femminile (echi della controriforma?). Anche i colori diventano più austeri, quasi a rafforzare il maggiore controllo della Chiesa nell’imporre i canoni in ogni stile di vita e di pensiero, moda inclusa.

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